28. prosince 2008
La festa, la quale celebriamo oggi, si chiama Festa della Santa Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe. I santi ci sono dati per seguirli e per pregarli dell'intercessione.
Nel caso della Santa Famiglia si tratta però di qualcosa di più. Ci incontriamo con tre persone sante, della cui integrità e particolarità non c'è dubbio. Gesù, il quale è più tardi chiamato Dio Santo anche dal diavolo stesso e del quale sappiamo che è santo Dio e uomo in una persona. La Beata Vergine Maria, la quale non solo non aveva un peccato personale ma non era macchiata neanche dalle conseguenze del peccato originale. E San Giuseppe, uomo giusto e integro, il che nel linguaggio dell'Antico Testamento significa santo e forse ancora un po' di più.
Quindi, non c'è dubbio che queste tre persone sante siano degne di seguire, che siano un ideale per la nostra vita, un modello di assoluta perfezione al quale dovremo avvicinarci. Loro sono persone simpatiche, accessibili a ognuno di noi: un carpentiere di Nàzaret, una fanciulla semplice, prediletta da Dio, la quale è diventata davanti al mondo sua sposa, e un bambino piccolo, il quale è nato nella stalla ed è deposito in una mangiatoia. Nella loro santità sono per noi un ideale, al quale ci possiamo solo avvicinare, però mai lo aggiungiamo; nella loro umanità sono però alcuni di noi - infatti, anche per questo ci sentiamo il calore di casa e stiamo così bene quando guardiamo il presepe dove loro sono il gruppo centrale.
La Festa della Santa Famiglia ha però ancora un'altra dimensione. La Santa Famiglia non è santa
soltanto per la santità dei suoi membri, ma anche per la sacralità dell'istituzione di famiglia. È una verità, la quale occorre ripetere molto spesso e ad alta voce nel tempo di oggi, nel tempo, nel quale la famiglia diventa, infatti, un'alternativa alle altre forme, non solo dal punto di vista della fede, inaccettabili della convivenza.
La famiglia è sacra perché i rapporti nella famiglia sono sacri. La relazione tra l'uomo e la donna è fondata sulla promessa sacra data nel momento dell'accordo di matrimonio, il quale è stato elevato da Cristo al sacramento. Quella promessa viene fatta davanti alla Chiesa e davanti a Dio stesso e il suo attributo fondamentale è l'obbligo delle qualità che oggi si capiscono soprattutto come emozioni - amore, onore, fedeltà, perseveranza nel buono e nel male fino alla morte.
La famiglia consiste ancora di un altro rapporto, cioè il rapporto tra i genitori e i figli. Anche questa relazione è sacra. Si tratta di un rapporto sigillato con il sangue - per questo è anche chiamato l'affinità consanguinea. È regolato addirittura da uno dei comandamenti. Questo rapporto è anzi la condizione del benessere umano, il quale capiamo bene come vita lunga e prosperità. Ricordiamoci questo comandamento, il quale, come l'unico comandamento, è collegato con una promessa: Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. In una famiglia possono esistere ancora altri rapporti, prima di tutto il rapporto tra i fratelli. Anche questo rapporto è sacro perché Dio stesso è diventato in Cristo nostro fratello.
Se ci rivolgiamo nella storia cercando paralleli, ci rendiamo conto che la nostra civiltà euroamericana, fondata sul cristianesimo, si trova al crepuscolo, in somiglianza all'Impero Romano prima dell'incursione dei Barbari. Sono convinto che la crisi della nostra società, cultura e civiltà sia causata proprio dalla crisi della famiglia. Tutti i rapporti sacri elencati qualche momento fa non sono rispettati e spesso addirittura consapevolmente violati. Come la nostra società può resistere quando amore, onore e fedeltà dipendono dal sentimento del nostro benessere intimo o anzi dalla nostra follia, mentre la perseveranza fino alla morte viene considerata una qualità obsoleta e un peso insopportabile? Come i figli possono onorare i loro genitori quando ce ne sono sempre di meno e quando in un matrimonio dissolto il figlio spesso non sa a che signore deve dire papa e che signora deve chiamare mamma?
I rapporti nella famiglia devono essere una rete fissa che è capace di portare non solo la famiglia stessa, ma anche tutta la società. Se c'è un buco nella rete, la rete non può compiere la sua funzione. Lo sappiamo bene rispetto sia alla calza, sia alla rete da pescare.
Il tempo di oggi è caratterizzato da un crepuscolo davanti alla tempesta, la quale rappresenta lo scontro sempre più vicino del mondo islamico e cristiano. Dobbiamo condannare tutte le forme della violenza che causano il terrorismo, le guerre e che portano solo rovina, morte e paura, però dobbiamo ammirare la coesione dei sostenitori di questa fede. Come mai che l'islam è così espansivo? È prima di tutto perché i seguaci del profeta Mohamed si stanno vicino. Considerano se stessi una famiglia grane e hanno un sentimento forte di gemellanza tra di loro. Invece, noi, europei, siamo come una volata di uccelli, la quale basta sparare e se ne va via. Quest'incoerenza comincia già nelle famiglie perché non siamo legati con i rapporti sacri del sacramento coniugale e dell'onore reciproco tra i genitori e tra i figli come lo esprime il quarto comandamento. Qua si offre l'istruzione dagli Antichi racconti cechi, dalla narrazione su Svatopluk. Morendo, il principe ha dato tre aste ai suoi tre figli per mostrargli la forza della coesione. Se ha inarcato ogni asta da sola, l'asta si è rotta. Se ha cercato d'inarcare tutte e tre allo stesso tempo, non è riuscito a romperle. Questo è un'insistenza e un avvertimento eloquente anche per il tempo di oggi. Stiamoci vicini soprattutto nelle famiglie per resistere.
In più, siamo membri di un'altra famiglia. Siamo addirittura parenti della Santa Famiglia, la cui festa oggi celebriamo. In Cristo possiamo dire a Dio Padre nostro, Gesù stesso è nostro fratello, sua Madre Maria ci ha dato da madre e tutti facciamo parte di una grande famiglia divina di gente del Nuovo Testamento. Purtroppo anche qua, dal punto di vista umano, si vedono i sintomi del disfacimento mortale, il quale si manifesta nelle famiglie consanguinee. Siamo come una volata di uccelli, ognuno solo per sé stesso, siamo spaventati, sempre aspettiamo che il primo passo fa quell'altro. Ascoltiamo la voce di Cristo: Non avete paura! Alzatevi e levate il capo. Questa famiglia è indistruttibile perché il suo capo è Dio stesso!
Cari fratelli e sorelle, auguro a voi e anche a me perché viviamo in una famiglia vera. Perché non siamo soli dal punto di vista umano, perché non ci sentiamo lasciati neanche da Dio. Questo bene è a portata di mano, dobbiamo soltanto stendere la mano e metterci al viaggio come ha fatto la Santa Famiglia prendendo la strada dell'unità sia nel bene sia nel male come vediamo agli esempi della gioia quando Gesù è nato, quando sono venuti i Magi, però anche nei momenti di terrore sia durante la fuga in Egitto, sia in croce e sotto la croce. Così è la nostra vita. Non consiste solo dai godimenti, ma si tratta di una grande via, la quale ci porta allo scopo desiderato, cioè alla vita nella famiglia degli amici di Dio, nella famiglia, la quale non perdiamo mai.
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