21. června 2009
Discorso dello scultore Otmar Oliva, l'autore del monumento a memoria dei ledrensi morti nell'esodo in Boemia durante la prima guerra mondiale, durante l'inaugurazione di questo monumento a Svatá Hora
Tomáš Špidlík, il cardinale ceco, che vive a Roma, dice che quando un italiano sta per dire qualche
parola, sa che può dormire un po'. Io non sono italiano e per questo la farò breve.
A scuola ci hanno insegnato che la memoria umana dura venti anni. È poco. E per questo va male con noi. Accade, però, soprattutto nei luoghi straorinari, messi fuori del uso quotidiano, come è Svata Hora, non dissimile al monte del tempio a Gerusalemme, che i desideri paralleli della materializzazione della memoria porta alla nascita di un'opera. Di un'opera comune nell'architettura italiana, sia allora sia adesso europea, del tempo quando la cultura e la fede furono unite. È bello rientrare con la memoria rinnovata in tali spazi viventi con coraggio e umiltà.
Alcuni abitanti della Valle di Ledro hanno partecipato al getto di questo monumento, sono insieme al bronzo e insieme a noi gettati nel monumento. E ci siamo riuniti in un'opera comune qua, a Svata Hora.
Nel secondo libro di Samuele si dice: "A Dio appartengono i pilastri della terra perché su loro ha creato il mondo." E io aggiungo: e rinnova la nostra memoria. Grazie.
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